Il riposo

Il riposo

Il Ruolo Fondamentale del Sonno nel Recupero e nella Gestione dello Stress

Il riposo è uno degli aspetti più critici — e spesso sottovalutati — nelle discipline di ultratrail di più giorni, come il CONNECT 4 LONG WAY. In una sfida di questo tipo, dove dovrò affrontare 800 km e 25.000 metri di dislivello in ambienti estremi, la gestione del sonno diventa una componente strategica tanto quanto l’alimentazione o la preparazione fisica.

Durante uno sforzo prolungato, l’organismo entra in una condizione di stress fisiologico e mentale intenso. Il sonno svolge un ruolo fondamentale nel recupero muscolare, nella rigenerazione del sistema nervoso e nel mantenimento dell’equilibrio ormonale. Nei momenti di riposo, il corpo rielabora gli stimoli accumulati, ripara i tessuti danneggiati e consolida la memoria motoria e cognitiva. Una deprivazione eccessiva di sonno, invece, può portare a cali drastici di concentrazione, disorientamento, aumento del rischio di infortuni e decisioni errate sul percorso.

Nel contesto specifico del CONNECT 4 LONG WAY, tuttavia, dormire diventerà una sfida logistica e mentale. Dovrò trovare un compromesso tra il bisogno fisiologico di recupero e la necessità di non perdere troppo tempo rispetto alla tabella di marcia che mi sono imposto (terminare entro 11 giorni/264 ore). Nelle esperienze passate, spesso ho optato per microsonni o brevi fasi di riposo programmato — anche solo 20-40 minuti — calibrando durata e frequenza in base ai segnali del mio corpo. Con l’esperienza si impara a riconoscere il limite oltre cui la stanchezza compromette la performance più che il tempo perso dormendo.

Oltre al recupero fisico, il sonno è anche uno strumento chiave nella gestione dello stress. La deprivazione cronica aumenta i livelli di cortisolo, peggiora la regolazione emotiva e rende più difficile reagire in modo lucido alle difficoltà inevitabili della corsa. Un riposo anche breve, ma di qualità, può ristabilire la calma mentale, migliorare la capacità decisionale e restituire una percezione più lucida dell’ambiente e delle proprie sensazioni corporee.

In definitiva, in questo genere di corse estreme di più giorni, dormire non è un lusso, ma una strategia di performance. È necessario e fondamentale riuscire a integrare il riposo come parte integrante della gestione dello sforzo e trovare un equilibrio più solido tra resistenza, lucidità e resilienza — le vere chiavi per arrivare fino in fondo.

Personalmente, alleno questa fase nel periodo che precede l’evento con uscite di 2/3 giorni consecutivi, dove alterno brevi microsonni di 15/20 minuti a soste più lunghe e rigeneranti di 2/3 ore. Ovviamente, è tutto molto personale e ogni strategia va provata e calibrata su sé stessi, ma le linee guida generali restano sempre il punto di partenza su cui costruire il proprio modus operandi.

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